17/11/2009
L'Italia più ricca della Gran Bretagna?
di Antonio Misiani - pubblicato da www.nens.it
"L'Italia è la sesta nazione più ricca del mondo tra i paesi industrializzati, visto che il suo Pil ha ormai superato quello della Gran Bretagna". Silvio Berlusconi, 6 novembre 2009
In tempi di (dura) crisi, la fiducia è un capitale prezioso, da alimentare ad ogni costo. E il nostro Governo, tutto proteso ad enfatizzare i timidi venticelli di ripresa, non si è lasciato sfuggire l'occasione dell'annuncio, da parte del settimanale The Economist, del sorpasso del Pil pro-capite italiano nei confronti di quello britannico.
La diatriba, in realtà, ha radici antiche: nel 1986 (Governo Craxi), grazie all'inclusione nei dati di contabilità nazionale dell'economia sommersa, per la prima volta il Pil pro-capite dell'Italia sopravanzò quello del Regno Unito. La superiorità italiana fu però relativamente breve, poiché nel 1995 il nostro Paese fu nuovamente superato dai britannici.
Nel 2009 ci sarà la nostra rivincita? Dipende da chi fa le previsioni. E, soprattutto, dagli indicatori utilizzati.
Leggi il testo integrale della nota di NENS
13:26
Scritto da : antmis
in Documenti NENS, economia e lavoro | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: italia, gran bretagna, pil, the economist | OKNOtizie |
Facebook
02/11/2009
Crisi: un Piano provinciale di rilancio dell'economia bergamasca
Intervento all'incontro di CGIL CISL UIL con i parlamentari e i consiglieri regionali bergamaschi - 2 novembre 2009
Condivido molto sia le analisi che le proposte del documento di CGIL CISL UIL sulla crisi in provincia di Bergamo. I dati attualmente ci dicono tre cose: 1) la ripresa è fragile, ed è legata in misura rilevante alla ricostituzione delle scorte; 2) la domanda interna rimane stagnante; 3) i problemi occupazionali si stanno rapidamente aggravando.
In queste condizioni, la prima cosa che serve è un cambio di passo innanzitutto a livello nazionale.
Due dati, tra i tanti:
-
nel 2010 gli stanziamenti statali per le politiche sociali degli enti locali – fondo nazionale politiche sociali, fondo politiche per le famiglie, fondo per le non autosufficienze, ecc. - verranno tagliati del 37,4 per cento rispetto al 2009 (da 2.204 milioni a 1.379); nel 2010, inoltre, non verrà riproposto il “bonus famiglie” del 2009. Sul versante sociale, insomma, siamo di fronte ad una netta diminuzione delle risorse disponibili;
-
secondo i dati di ANCE-Confindustria, le risorse statali disponibili per le nuove infrastrutture – che in termini reali si erano già ridotte del 13,4 per cento nel 2009 – scenderanno nel 2010 di un ulteriore 7,8 per cento. L'esatto contrario di una politica anticiclica di potenziamento degli investimenti infrastrutturali.
Questi numeri della finanziaria 2010, se verranno confermati così come sono, impediscono una seria politica di rilancio dell'economia e di coesione sociale.
A livello locale, sono molto d'accordo sulla proposta di un Tavolo strategico provinciale sulla crisi economica e sociale.
Mi permetto di avanzare una proposta, in questo senso. Il Tavolo strategico dovrebbe porsi l'obiettivo di definire un Piano provinciale di rilancio dell'economia frutto della condivisione delle parti sociali, degli enti locali, dei parlamentari e dei consiglieri regionali.
Il Piano dovrebbe concretizzarsi in una serie di interventi, quali per esempio:
-
l'accelerazione degli investimenti degli enti locali: sono circa la metà degli investimenti pubblici, ma sono fortemente ostacolati dalle regole del Patto interno di stabilità. Il Comune di Bergamo, per fare un esempio, avrebbe in cassa risorse tali da effettuare 68 milioni di euro di pagamenti in conto capitale nel 2009. A causa dei vincoli del patto, potrà pagare solo 48 milioni di euro, il 29 per cento in meno di quanto teoricamente possibile. Questa situazione è condivisa da tantissimi comuni bergamaschi, finanziariamente virtuosi, ma impossibilitati a fare la propria parte sul terreno degli investimenti. Stiamo parlando di decine e decine di milioni di euro che potrebbero essere pagati a tante piccole e medie imprese che hanno disperatamente bisogno di liquidità. Se il governo non allenta le regole del patto, io credo che sia necessaria una forma di “disobbedienza civile” coordinata sul territorio nei confronti di regole controproducenti in una fase di grave recessione dell'economia
-
politiche sociali coordinate da parte dei comuni: io credo che sarebbe opportuno a livello provinciale definire un minimo comun denominatore, delle “linee guida”, che favoriscano l'introduzione di agevolazioni tariffarie e fiscali nei confronti di tutti coloro che hanno perso o stanno perdendo il lavoro, dipendenti o autonomi che siano. Questo sarebbe un aiuto importante, visto il peso che le tariffe dei servizi pubblici hanno sui bilanci familiari. A livello locale andrebbero poi rilanciati gli accordi con le banche per l'anticipo dell'erogazione della cassa integrazione guadagni.
-
un programma straordinario di formazione professionale: la Provincia, che gestisce direttamente questo settore, dovrebbe varare un programma di riqualificazione per favorire la ricollocazione di tutti coloro che sono stati espulsi dai processi produttivi, e in particolare di tanti quarantenni e cinquantenni che rischiano la disoccupazione permanente se non si interviene con forme di sostegno specifiche.
-
il potenziamento dei progetti territoriali di rilancio: il progetto sulla Val Seriana ha la valenza innovativa che in tanti hanno sottolineato. Bisogna superare i problemi che sono stati evidenziati, a partire da quanto deve essere messo sul piatto dal Ministero del Welfare. Il modello della Val Seriana potrebbe poi essere esteso ad altre aree che stanno soffrendo pesantemente le conseguenze della crisi: penso alla zona di Dalmine, che è alle prese con gli esuberi della Tenaris ma anche con molte altre aziende che stanno chiudendo.
-
Infine, ma non certo ultimo punto in ordine di importanza, il credito. Il “credit crunch” non è affatto alle nostre spalle. Tantissime piccole e medie imprese che non hanno “santi in Paradiso” non riescono ad accedere al credito bancario, e lo stesso vale per tante famiglie, anche di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, che vogliono comprare casa ma non si vedono concedere i finanziamenti richiesti. E' una questione su cui bisognerà insistere con molta determinazione, perché se non si sblocca il credito si rischia una vera e propria morìa di attività, con una ripresa molto più lenta e faticosa.
Su tutti questi elementi, così come sulle proposte che CGIL CISL UIL hanno avanzato con il loro documento, noi siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo. Di tempo non ce ne è molto: la crisi sta mordendo duramente, e sta a noi – insieme alle parti sociali – costruire a livello nazionale e locale le risposte utili per uscire il più rapidamente possibile dalla peggiore recessione del dopoguerra.
14:34
Scritto da : antmis
in economia e lavoro | Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| Tag: crisi, cgil, cisl, uil, misiani, bergamo | OKNOtizie |
Facebook
26/10/2009
PRIMARIE PD: MISIANI, RISULTATI ENTUSIASMANTI. ORA AL LAVORO PER RIPARTIRE
“Sono tre volte felice. Felice innanzitutto per l'affluenza ai seggi: tre milioni di votanti in Italia e quasi trentaduemila nella bergamasca sono numeri al di là di ogni aspettativa. E' la conferma che nel Paese c'è un grande potenziale di fiducia per una forza di opposizione seria e responsabile. Sono contentissimo per la grande vittoria di Pier Luigi Bersani, che in Provincia di Bergamo ha raccolto un consenso nettamente maggioritario e superiore alla media nazionale. Ieri notte ero con lui in Piazza Santi Apostoli quando ha ricevuto le telefonate di congratulazioni di Franceschini e Marino: da parte loro è stata una bellissima dimostrazione di stile, per tutti noi è la speranza di un lavoro comune dopo il confronto congressuale. Il successo di Bersani è il coronamento di mesi e mesi di lavoro duro e appassionante: gli italiani hanno premiato il profilo di uomo di governo di Bersani, mai polemico e sempre concentrato sui problemi concreti della gente. E hanno premiato il progetto di un partito riformista con un'anima e un'identità, attento ai ceti popolari e produttivi, motore dell'alternativa alla destra. Grande soddisfazione, infine, per la vittoria di Maurizio Martina, un amico a cui mi uniscono tanti anni di lavoro comune. Da segretario regionale ha lavorato intensamente per dare al PD un profilo di innovazione in una terra assai difficile per il centrosinistra. La sua riconferma è sicuramente meritata. Ora è il momento di rimettersi in moto, a tutti i livelli, per capitalizzare al meglio il patrimonio di fiducia che queste primarie hanno consegnato al PD.”
15:11
Scritto da : antmis
in comunicati stampa, politica generale | Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| Tag: bersani, bergamo, misiani | OKNOtizie |
Facebook
25/10/2009
ALLE PRIMARIE PD VOTA BERSANI E MARTINA
09:11
Scritto da : antmis
in politica generale | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: bersani, martina, primarie, pd | OKNOtizie |
Facebook
23/10/2009
TRENO EUROSTAR BERGAMO-ROMA: INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI PD
Con un'interrogazione parlamentare depositata alla Camera i deputati del PD Luciano Pizzetti, Giovanni Sanga e Antonio Misiani sono intervenuti sulla questione della cancellazione del collegamento ferroviario Eurostar Bergamo-Roma. Secondo gli esponenti del PD il collegamento ferroviario, in funzione da tredici anni, rappresenta per Cremona e Bergamo l’unico collegamento diretto per la capitale oltre ad essere un’abitudine consolidata per i cittadini che scelgono di usufruire di questo treno per recarsi a Roma in giornata. L'eventuale soppressione dell'Eurostar determinerebbe un forte indebolimento, un isolamento e una grave limitazione per lo sviluppo del territorio bergamasco e particolarmente per quello cremonese, provocando un aumento dei costi, dei tempi di percorrenza e dei disagi connessi alla necessità di effettuare un cambio in più per poter utilizzare il Freccia Rossa da Milano. Per questo i deputati democratici chiedono al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti quali iniziative urgenti il Governo intenda intraprendere con Trenitalia al fine di mantenere l’attuale collegamento Eurostar tra le città di Bergamo-Cremona e Roma e quali azioni intende promuovere al fine di garantire ai cittadini un servizio di qualità, puntuale ed efficiente, salvaguardando e tutelando il diritto alla mobilità. Secondo Antonio Misiani "se la notizia della cancellazione del Bergamo-Roma venisse confermata, saremmo di fronte ad un fatto molto negativo per il nostro territorio, già alle prese con rilevanti problemi per quanto riguarda i collegamenti infrastrutturali. Già in passato avevamo denunciato l'eccessiva concentrazione degli investimenti di Trenitalia sul Freccia Rossa Milano-Roma, a discapito degli altri collegamenti locali e non. Non vorremmo che anche il Bergamo-Roma venisse sacrificato sull'altare del milanocentrismo di Trenitalia, penalizzando gli utenti bergamaschi e cremonesi".
07:50
Scritto da : antmis
in comunicati stampa, infrastrutture e trasporti | Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| Tag: misiani, pizzetti, sanga, eurostar, bergamo-roma, trenitalia, frecciarossa | OKNOtizie |
Facebook

