09/02/2010

GIUSTIZIA: MISIANI (PD), SACROSANTA LA PROTESTA DEL PERSONALE AMMINISTRATIVO

Questa mattina il deputato PD Antonio Misiani ha incontrato i lavoratori del Tribunale e della Procura in sciopero. Secondo Misiani "le ragioni della protesta del personale amministrativo sono sacrosante: mentre PDL e Lega Nord stanno costringendo il Parlamento a discutere in fretta e furia le ennesime leggine ad personam per salvare Berlusconi dai suoi processi, l'amministrazione della giustizia è ormai al collasso e l'ultima manovra finanziaria ha ulteriormente ridotto di 205 milioni di euro gli stanziamenti per la giustizia civile e penale. I risultati di questa politica ipocrita sono sotto gli occhi di tutti: personale carente, in diminuzione e sottopagato (l'ultimo concorso risale al 1996); strutture spesso fatiscenti (basta pensare alle condizioni disastrose del Tribunale di Treviglio, di cui solo il Comune si stanno facendo carico); un pessimo servizio reso ai cittadini e alle imprese.La condizione particolarmente preoccupante della realtà bergamasca, denunciata con forza dai rappresentanti dei lavoratori, spiega l'adesione massiccia allo sciopero e la solidarietà espressa da avvocati e magistrati. Come PD riporteremo la questione all'attenzione del Parlamento, ma è chiaro che la responsabilità decisionale ricade innanzitutto sui partiti di governo, a partire dalla Lega Nord che a Bergamo esprime la vicepresidente della Commissione giustizia della Camera."

31/01/2010

Festa nazionale del tesseramento: il mio intervento

27/01/2010

STAZIONE DI BERGAMO: MISIANI (PD), SPERIAMO CHE ALMENO SU QUESTO PDL E LEGA OTTENGANO QUALCOSA

stazione bergamo.jpg"Centostazioni deve essere fatta tornare sui suoi passi: la stazione di Bergamo è in una condizione indecorosa, è un pessimo "biglietto da visita" per la città che ospiterà tra pochi mesi l'adunata nazionale degli Alpini. Il Sindaco, su sollecitazione dell'opposizione, è finalmente intervenuto chiedendo l'interessamento dei parlamentari bergamaschi. Per quanto riguarda il PD, siamo pronti a fare la nostra parte: oggi abbiamo depositato un'apposita interrogazione al Ministro delle Infrastrutture. Ma su questa vicenda la responsabilità di cambiare le decisioni di Centostazioni ricade in primo luogo sul PDL e la Lega Nord, che governano a Bergamo così come a Milano e Roma. Speriamo che si concretizzi qualche risultato. Bergamo ha già perso la nuova Accademia della Guardia di Finanza, ed è sempre più forte l'impressione che il PDL e la Lega Nord di Bergamo a Roma non contino un fico secco e che l'egemonia della destra in tutti i livelli di governo non produca nulla di buono per il nostro territorio".
 
Antonio Misiani
Deputato PD

Allegato: testo interrogazione

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17/01/2010

Facebook e il PD

facebook.jpgHo un profilo Facebook. Ho un mio blog, questo. Non di tendenza come altri, ma sulla rete c'è di peggio. E curo di persona sia l'uno che l'altro, senza deleghe a segretarie o portaborse, perché credo che usati in prima persona siano strumenti molto utili per chi fa politica: finestre sul mondo, canali di dialogo e confronto. Mi sento molto lontano, quindi, dal virgolettato che Cristina Cucciniello - con cui non ho avuto mai il piacere di parlare - mi attribuisce sul'Espresso online come motivazione per lo stop di Facebook nella sede nazionale del PD.
Ho però una convinzione: nei luoghi di lavoro, e negli orari di lavoro, il Web 2.0 va utilizzato per lavoro, non per svago personale. Idee da bergamasco sgobbone catapultato nella Capitale? Suggestioni aziendaliste da ex bocconiano? Mentalità da paleolitico, come ha scritto Pippo Civati sul suo blog? Negli Stati Uniti - la patria di Internet, non il paese dei Flinstones - secondo uno studio dell'ottobre 2009 il 54% delle aziende blocca completamente l'uso dei social networks, il 35% lo limita ad usi lavorativi e solo il 10% lascia pieno accesso ai dipendenti. Lo stesso sta avvenendo in molte realtà private e pubbliche del nostro Paese. Il dibattito è molto acceso, ma gli alfieri della modernità non stanno tutti da una parte sola.
I partiti politici non sono aziende private. E' vero, naturalmente. Un partito vive di relazioni con la società. Un tempo si costruivano nei luoghi di lavoro o nelle feste popolari. Oggi le piazze e le fabbriche non sono scomparse (e altri partiti, come la Lega, li presidiano molto meglio di noi), ma Internet sta prendendo il sopravvento. Per tutta una serie di funzioni che si interfacciano con i cittadini i social networks rappresentano per i partiti strumenti di comunicazione imprescindibili. Ma anche il PD, come tante altre strutture lavorative, ha uffici, impiegati, funzionari. E chi lavora nel back office di un partito dubito molto che abbia bisogno di Facebook o di Twitter per svolgere bene le proprie mansioni.
Un blocco indiscriminato non ha alcun senso, ovviamente. Non era e non è questo il nostro obiettivo. Nessuna censura, nessun oscuramento. Non siamo in Cina né in Iran. Ma una razionalizzazione, sì. Può servire: nei luoghi di lavoro di un partito, esattamente come accade nel mondo che sta al di fuori dei palazzi della politica.

E il tesoriere toglie Facebook «Resta a chi lo usa solo per lavorare»

da Il Corriere della Sera, 16 gennaio 2010

 

ROMA - Giovedì sera un dipendente del Nazareno, sede del Pd, prova a vedere se sono arrivati messaggi su Facebook. Impossibile collegarsi. Pensa: «Che succede? Non l' avranno mica bloccato?» Ma no: «Figuriamoci, sarà un guasto». E invece non è stato affatto un guasto, ma una decisione amministrativa, presa dagli uffici informatici del Pd. Su ordine di chi? Subito viene additato il neotesoriere del partito, Antonio Misiani, economista bergamasco e bersaniano di 41 anni. Lui conferma a metà: «Avevamo iniziato un' attività di verifica e poi ci deve essere stato un difetto di comunicazione ed è stato bloccato tutto all' improvviso». Gaffe che l' ufficio stampa prova a riparare: «La chiusura è stata una scelta fatta dal partito in senso troppo aziendale, perché non si è tenuto conto che Facebook è anche uno strumento di lavoro per i politici e per tutta la struttura». Il ripristino viene annunciato ma non avviene. A sera risulta ancora tutto fermo. Niente mail, niente chat, niente solidarietà ad Haiti, niente adesioni al gruppo per lo sciopero degli stranieri. Luddismo? Censura? Ottusità burocratica? Necessario stop ai fannulloni? «Per carità, nessuna volontà di censura - assicura Misiani, dopo qualche ora di latitanza -. Un partito vive anche di comunicazione. Ma non enfatizzerei, stiamo solo razionalizzando: vogliamo vedere a chi serve e a chi no». Risultato, nei prossimi giorni Fb dovrebbe essere ripristinato per i dirigenti e per chi lo usa per lavoro e vietato agli altri. Soluzione che già fa storcere il naso, per un partito che su Facebook fa campagna elettorale e raduna militanti. Eppure anche un grande utilizzatore della rete come Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd, è cauto: «Non mi sembra una gran mossa bloccare tutto e non mi piacciono divieti e restrizioni: meglio creare un ambiente stimolante». Detto questo: «Ho fatto per anni il direttore del personale e capisco la logica. Misiani non ha agito da politico ma da dirigente d' azienda. Ma, certo, l' eco che ha avuto dimostra che bloccarlo ha più svantaggi che vantaggi». Al. T.

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