L’Eco di Bergamo, 5 marzo 2015 Misiani: «Ma grazie al bonus 200 milioni d’Irpef in meno»

I tagli sono effetto del decreto legge 66 del 2014, la famosa manovra degli 80 euro in busta paga voluta da Renzi. A livello nazionale il bonus vale 9,5 miliardi per 10 milioni di lavoratori dipendenti. Misiani snocciola qualche cifra: «I redditi da lavoro dipendente e assimilato in provincia di Bergamo valgono 9,3 miliardi su un totale nazionale di 421,7 miliardi ( 2,2 per cento). E il 2,2 per cento di 9,5 miliardi fa circa 200 milioni di euro di sgravio Irpef. I lavoratori dipendenti in provincia di Bergamo sono 351 mila su un totale nazionale di 16 milioni e 780 mila (2,1%). Si può stimare quindi in 200 mila la platea interessata dal bonus 80 euro in busta paga».

E se i lavoratori con reddito medio-bassi hanno un risparmio in busta paga, il costo della manovra finisce a cascata per pesare sulle casse comunali già messe a dura prova negli ultimi anni da spending review, tagli vari e via dicendo. Misiani è chiaro a riguardo: «Rimane – rileva – il problema di una situazione molto difficile per la finanza dei Comuni e, ancor più, delle Province. Oggi (ieri per chi legge ndr) il Pd nel question time ha chiesto al governo l’emanazione di un decreto legge sui punti più urgenti, a partire dai 625 milioni compensativi per lo sforzo fiscale dei Comuni e dai criteri per il patto di stabilità, che sono stati modificati dalla conferenza stato-città del 19 febbraio. Il ministro Padoan ha mostrato disponibilità, ora sta al governo intervenire».

Il tema è di assoluta priorità per l’esecutivo Renzi, ma soprattutto per i Comuni italiani da tempo nella morsa di un patto che non consente margini di manovra. L’Anci ha posto con forza sul tavolo del governo tutta una serie di questioni che ancora aspettano risposte: dall’auspicato allentamento del patto di stabilità, ridotto al 60% rispetto a 2014, alla nuova normativa sui crediti di difficile esigibilità, spalmati su più anni. E ancora gli oneri di urbanizzazione utilizzabili nella spesa corrente 2015 e le spese per gli uffici giudiziari che dal 1 settembre 2015 passeranno dai Comuni allo Stato.

Tanta carne al fuoco, dunque. «Per il patto di stabilità – sottolinea ancora Misiani – si dovrà arrivare a un decreto legge che declini i 2,9 miliardi di allentamento previsto con la Legge di stabilità 2015». La prima boccata d’ossigeno per i Comuni. • V. San.

L’Eco di Bergamo, 5 marzo 2015 Misiani: «Ma grazie al bonus 200 milioni d’Irpef in meno»ultima modifica: 2015-03-05T16:42:51+00:00da antmis
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