17/01/2009

Social card, al Nord solo le briciole

social card.jpgda L'Eco di Bergamo, 16 gennaio 2009

La Social card pare un vero e proprio flop, almeno stando ai dati elaborati dall'Inps. Rispetto alle previsioni iniziali di un milione e trecentomila aventi diritto, infatti, in realtà la carta acquisti ha raggiunto poco più di 580.000 italiani.
E tra questi solo 423.868 cittadini (un buon 27% in meno) se la sono poi vista ricaricare. Questo perché – stando sempre al comunicato Inps – nella maggior parte delle domande respinte (147 mila) non venivano rispettati i limiti di reddito richiesti dalla normativa. Ci sono più possibilità invece per le 9.000 domande che non si sono potute controllare per assenza o incompletezza dei dati anagrafici: la procedura in questi casi potrà essere riaperta una volta disponibili tutte le informazioni personali.
Ancora una volta, poi, i dati fanno emergere la presenza di due Italie. Da un lato la Lombardia, e più in generale il Nord, dove le carte ricaricate hanno un rapporto di una tesserina ogni 434 abitanti, dall'altro il centro Sud con regioni come la Campania, una tesserina ogni 58 abitanti, o la Sicilia, una Social card ogni 53 abitanti. In sostanza nel Nord, dove vive il 45% della popolazione, è stato distribuito il 16,1% delle tessere ricaricate complessive.
La provincia di Bergamo non è certo messa meglio: può usufruire della carta per gli acquisti un residente ogni 469 abitanti. Erano circa 12 mila le previsioni di card per il nostro territorio, in realtà sono state 2.848 le richieste avanzate attraverso gli uffici postali e 2.260 le card effettivamente ricaricate a oggi.
E se è vero che il Sud è più povero e, magari, anche che la nostra gente preferisce non ricorrere agli aiuti statali, è altrettanto innegabile però che siamo di fronte a previsioni non proprio esattissime e a una significativa sperequazione territoriale.
Sono essenzialmente questi i motivi secondo cui, per Antonio Misiani e Giovanni Sanga, gli onorevoli bergamaschi targati Partito democratico, l'iniziativa è un fiasco completo. «Si è trattato di un spot promozionale dell'attuale Governo – sottolinea Misiani – i numeri invece sono spietati. Non è più possibile utilizzare strumenti centralisti per risolvere problemi economici come questo. È evidente che il valore dei soldi non è uguale in tutto il Paese. Non possono quindi essere utilizzati i medesimi strumenti. Questa iniziativa ha penalizzato una buona parte di aree territoriali e di persone che vivono in gravi difficoltà».
E anche l'organizzazione ci ha messo del suo: «A parte i disagi subiti dai più deboli per richiedere questa tessera, in molti piccoli comuni delle nostre valli – ricorda Giovanni Sanga – i commercianti non hanno neppure gli strumenti per poterla utilizzare».
Sulla Social card occorre un immediato cambio di rotta, dunque, secondo il Partito democratico. «La ricetta giusta – stando ai due parlamentari bergamaschi – è piuttosto quella di destinare i medesimi fondi agli enti locali che conoscono da vicino le situazioni di disagio e sanno come intervenire concretamente. In alternativa è ipotizzabile un aumento delle pensioni». E il segretario cittadino del Pd, Alberto Vergalli, ha annunciato l'avvio di una campagna di distribuzione di volantini e di sensibilizzazione della cittadinanza sulla Social card a partire da stamattina in Città Alta.
Mariagrazia Mazzoleni

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