23/02/2012
Bergamonews 23-2-2012: Ritardi nei pagamenti? Qualcosa si muove
Intervento sul tema dei ritardi nei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione dopo le parole del presidente di Confindustria Lombardia Alberto Barcella.
Ho letto con interesse l'intervista di Alberto Barcella. Le preoccupazioni sulla stretta creditizia sono reali e condivisibili, così come quelle sui tempi biblici con la questione dei ritardi di pagamento, in particolare, rappresenta un vero e proprio dramma per migliaia di imprese che non riescono a riscuotere i crediti che vantano verso il settore pubblico così come verso altre imprese private.
Secondo l’indagine European Payment Index, in Italia una fattura B2C (imprese-consumatori) viene pagata dopo 79 giorni, una B2B (imprese-imprese) dopo 103 giorni e ben dopo 180 se il cliente è la Pubblica amministrazione. Questi valori sono nettamente superiori a quelli medi europei, pari rispettivamente a 40 giorni per il B2C, 56 giorni per il B2B e 65 giorni per la PA.
La perdita su crediti ha raggiunto il valore di 40,88 miliardi di euro e nel 2010 il 2.6 % del fatturato totale delle aziende non è stato pagato.
Con la crisi economica la situazione è complessivamente peggiorata. Nella classifica europea l’Italia detiene il primato negativo dei ritardi di pagamento sia nel settore B2C che nella Pubblica Amministrazione. Per quanto riguarda le aziende siamo al terzultimo posto, dopo il Portogallo e la Grecia.
Secondo la CGIA di Mestre quasi un terzo dei fallimenti di imprese sono da imputare ai ritardi di pagamento. Secondo l’ANCI gli enti locali hanno in cassa circa 4 miliardi immediatamente pagabili ma bloccati dal patto interno di stabilità.
Dal marzo 2011 è operativa una direttiva comunitaria (2011/7/UE) che rafforza la tutela degli interessi dei creditori, definendo tempi certi di pagamento e interessi di mora pari al tasso base BCE maggiorato dell’8%. La direttiva va recepita entro due anni.
Il PD in Parlamento si è da tempo attivato sul tema dei ritardi di pagamento. Il disegno di legge Beltrandi, firmato anche dal sottoscritto e da altri settanta deputati di Pd, Pdl, Udc, Fli e Idv, è stato presentato nell’ottobre 2010 anticipando i contenuti della direttiva e raccogliendo elementi della legislazione francese. A sostegno del disegno di legge sono state raccolte in tutta Italia oltre mille firme di piccoli imprenditori.
A gennaio 2012 trenta deputati di tutti gli schieramenti (tranne la Lega) hanno firmato un appello per sollecitare il premier Monti e il ministro Passera ad accelerare l’attuazione della direttiva Ue. Nel decreto liberalizzazioni il governo Monti ha stanziato 5,7 miliardi per smaltire almeno parte dei debiti commerciali della PA (che ammontano a circa 90 miliardi).
Il disegno di legge comunitaria 2011, approvato in prima lettura alla Camera e attualmente in discussione al Senato, ha infine previsto – all’articolo 12 – una delega di sei mesi al governo per il recepimento della direttiva, allo scopo di accelerare rispetto alla scadenza di marzo 2013. Questa delega è il frutto dell’impegno del Pd, che ha spinto il governo a superare l’idea di accantonare la questione.
Qualcosa si sta muovendo, insomma, anche se la strada rimane lunga e condizionata (per quanto riguarda i pagamenti della PA) dallo stato dei conti pubblici.
La chiave di volta rimane, a mio parere, la revisione del patto interno di stabilità e, soprattutto, l’attuazione della direttiva comunitaria.
Antonio Misiani
12:58 Scritto da: antmis in economia e lavoro, Rassegna media | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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