04/03/2013

Nens - Una generazione perduta. I giovani, la crisi e il lavoro

lavoro,giovani,disoccupazione,occupazione,italia,crisiNel 2012 l’Italia ha affrontato il quinto anno di crisi economica. Tra il 2007 e il 2012 il Prodotto interno lordo si è ridotto in termini reali del 6,9%, tornando al livello del 2001. In cinque anni la crisi ha distrutto 365 mila posti di lavoro (102 mila nel solo 2012), abbassando il tasso di occupazione dal 58,7% del 2007 al 56,8% del 2012. Il numero delle persone in cerca di occupazione si è impennato da 1,503 milioni nel 2007 a 2,736 milioni nel 2012. Il tasso di disoccupazione è passato, nello stesso periodo, dal 6,2% al 10,8%. 

La crisi non ha coinvolto tutti allo stesso modo. I giovani tra i 15 e 34 anni, uno dei segmenti tradizionalmente più deboli del mondo del lavoro italiano, sono stati tra i più colpiti. 

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23/01/2011

Ammortizzatori sociali: crescono gli squilibri territoriali

La crisi economica del biennio 2008-2009 ha reso necessari in tutti i Paesi nei quali si è manifestata rilevanti interventi di stimolo a sostegno del sistema finanziario, di quello produttivo e dell’occupazione. In Italia, posto che il sistema bancario non ha avuto bisogno di interventi di salvataggio, l’unico settore nel quale il governo ha ritenuto di dover intervenire è stato quello degli ammortizzatori sociali allo scopo di limitare l’impatto drammatico della crisi occupazionale.

Il sistema italiano di ammortizzatori sociali è caratterizzato da una elevata  frammentarietà e disomogeneità.  Come ricorda il  Rapporto annuale 2009 dell’INPS, sono inerenti alla sospensione del rapporto lavorativo le prestazioni di Cassa integrazione guadagni (CIG)  ordinaria e straordinaria. Intervengono, invece, nei casi di cessazione dell’attività lavorativa le indennità di mobilità e di disoccupazione. Quando non è possibile accedere agli strumenti previsti in via ordinaria è possibile accedere ai benefici della Cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD) e della mobilità in deroga. Il ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga è condizionato dalle risorse messe a disposizione di anno in anno dalla Legge Finanziaria.

I dati di fonte INPS contenuti nel Rapporto sulla coesione sociale dell'ISTAT evidenziano forti divaricazioni nella distribuzione territoriale dell'utilizzo dei principali ammortizzatori sociali, con una marcata  (e crescente) concentrazione nelle regioni centro-settentrionali.

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29/10/2010

Finanziaria 2011: fine delle politiche sociali?

 

Il drastico ridimensionamento deciso con la manovra finanziaria per il 2011 dei fondi statali di carattere sociale potrebbe segnare la fine di importanti politiche socio assistenziali. E’ uno dei dati più eclatanti che emerge dai numeri del Disegno di legge di stabilità 2011 (A. C. 3778) e del Bilancio di previsione 2011 dello Stato (A. C. 3779).

Il taglio più significativo riguarda il Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS), istituito dall’art. 59, comma 44 della Legge 449 del 1997. La configurazione del fondo è stata ridefinita dall’art. 80, comma 17 della Legge finanziaria 2001 e dall’art. 20, comma 8 della Legge 328 del 2000 (“Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”). Da ultimo, l’art. 2, comma 103 della Legge finanziaria 2010 ha stabilito che gli oneri relativi ai diritti soggettivi (agevolazioni a genitori di handicappati, assegni di maternità, assegno ai nuclei familiari, indennità per i lavoratori affetti da talassemia major) in precedenza finanziati dal riparto del FNPS, sono finanziati tramite appositi capitoli di spese obbligatorie iscritti nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Allegato: NENS Finanziaria 2011 e politiche sociali - aggiornamento approvazione definitiva.pdf

 

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02/12/2009

Il lavoro in tempo di crisi. Perché l'Italia non va meglio dell'Europa

Pubblicato da www.nens.it

Premessa

 

La presente nota analizza la dinamica del mercato del lavoro italiano in una prospettiva europea. Il periodo considerato è l'anno compreso tra il secondo trimestre 2008 e il secondo trimestre 2009 (l’ultimo periodo disponibile per effettuare un confronto su scala continentale). I dati sono di fonte Eurostat (LFS series - Detailed quarterly survey results) e ISTAT (Rilevazione sulle forze di lavoro) e riguardano i soggetti di età compresa tra 15 e 64 anni. I numeri italiani sono disaggregati per tenere conto delle marcate differenze esistenti tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno.

 

Forze lavoro

 

Tra il secondo trimestre 2008 e il secondo trimestre 2009 in Europa le forze di lavoro (occupati + persone in cerca di occupazione) sono aumentate: nella Ue27 di 1 milione e 247 mila unità nella Ue27 (+0,5%) e nella Zona Euro di 761 mila unità (+0,5%). L'Italia - in controtendenza - ha registrato una diminuzione delle forze di lavoro di 206 mila unità (-0,8%), con andamento opposto nel Mezzogiorno (-291 mila, pari a -3,9%) rispetto al Centro-Nord (+84 mila, pari a +0,5%).

 

L'aumento delle forze di lavoro in Europa è dovuto quasi esclusivamente alla componente femminile, che si è accresciuta nella Ue27 di 1 milione e 196 mila unità (+1,1%) e nella Zona euro di 885 mila unità (+1,3%). Ancora una volta l'Italia fa eccezione (-0,5%), anche se la diminuzione è inferiore a quella registrata dalla componente maschile ed è differenziata sul territorio (Mezzogiorno -4,2%, Centro-Nord +0,8%).

 

A livello europeo la crisi non ha fermato l'espansione dell'offerta di lavoro degli stranieri, pari a 314 mila unità nella Ue27 (+1,9%) e 183 mila nella Zona Euro (+1,4%). In Italia l'aumento della forza lavoro straniera è rilevante: +250 mila unità (+13,1%), quasi tutte concentrate nel Centro-Nord.

L'offerta di lavoro nazionale registra in Europa aumenti lievemente inferiori alla media. In Italia, invece, le forze di lavoro nazionali diminuiscono di 456 mila unità (-2%), con una riduzione più marcata nel Mezzogiorno (-4,3%) rispetto al Centro-Nord (-0,9%).

 

Le forze di lavoro di età compresa tra 15 e 24 anni si sono ridotte sia nella Ue27 (-2,1%) che nella Zona Euro (-2,3%). Il calo è a livelli record in Italia: -9,3% (con un vero e proprio crollo nel Mezzogiorno: -14,2%).

 

Scendono anche le forze di lavoro con livello di istruzione medio-basso (fino alla licenza media inferiore) sia nella Ue27 (-1%) che nella Zona Euro (-1,4%). In Italia la riduzione è maggiore: -4%, con una punta di -5,8% nel Mezzogiorno.

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17/11/2009

L'Italia più ricca della Gran Bretagna?

di Antonio Misiani - pubblicato da www.nens.it

  

"L'Italia è la sesta nazione più ricca del mondo tra i paesi industrializzati, visto che il suo Pil ha ormai superato quello della Gran Bretagna". Silvio Berlusconi, 6 novembre 2009

 

In tempi di (dura) crisi, la fiducia è un capitale prezioso, da alimentare ad ogni costo. E il nostro Governo, tutto proteso ad enfatizzare i timidi venticelli di ripresa, non si è lasciato sfuggire l'occasione dell'annuncio, da parte del settimanale The Economist, del sorpasso del Pil pro-capite italiano nei confronti di quello britannico.

La diatriba, in realtà, ha radici antiche: nel 1986 (Governo Craxi), grazie all'inclusione nei dati di contabilità nazionale dell'economia sommersa, per la prima volta il Pil pro-capite dell'Italia sopravanzò quello del Regno Unito. La superiorità italiana fu però relativamente breve, poiché nel 1995 il nostro Paese fu nuovamente superato dai britannici. 

 

Nel 2009 ci sarà la nostra rivincita? Dipende da chi fa le previsioni. E, soprattutto, dagli indicatori utilizzati.

 

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08/05/2009

Sicurezza, le vere cifre di Maroni

NENS logo.JPGNota pubblicata da www.nens.it

“Gli stanziamenti per la pubblica sicurezza sono aumentati per la prima volta del 9%, passando da 7 miliardi 136 milioni a 7 miliardi 785 milionì” (Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, dichiarazione pubblicata il 9 marzo 2009)
“Ci spiace che il Ministro Maroni neghi l’esistenza del taglio di oltre un miliardo di euro alle Forze di Polizia che si può evincere, facilmente, dalle tabelle della manovra finanziaria adottata con la legge n. 133 dello scorso anno.” (dal volantino unitario dei sindacati di Polizia, 30 marzo 2009)
Premessa: il bilancio del Ministero dell’Interno
Sulla questione degli stanziamenti per l’ordine pubblico e la sicurezza si è aperta da parecchi mesi una guerra di cifre che coinvolge da una parte il Governo e la maggioranza, dall’altra i sindacati di Polizia di ogni colore politico e i partiti di opposizione.
Per capire chi abbia ragione, è necessario esaminare lo Stato di previsione del Ministero dell’Interno.

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03/05/2009

Limiti, inefficienze e contraddizioni delle politiche sociali del Governo

Nota pubblicata da www.nens.it

In Italia, secondo gli ultimi dati ISTAT relativi al 2007, si trovano in condizioni di “povertà relativa” 2 milioni e 653 mila famiglie (l’11,1% delle famiglie residenti), corrispondenti a 7 milioni 542 mila individui (il 12,8% dell’intera popolazione). L’incidenza della povertà relativa è stimata sulla base di una soglia convenzionale (linea di povertà) che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi.

Sempre secondo l’ISTAT nel 2007 vivevano in condizioni di “povertà assoluta” 975 mila famiglie (il 4,1% delle famiglie residenti), pari a 2 milioni e 427 mila individui (il 4,1% della popolazione).

La soglia di povertà assoluta corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un paniere di beni e servizi considerati essenziali a conseguire uno standard di vita minimamente accettabile. A differenza di quanto avviene per la povertà relativa, la soglia di povertà assoluta varia non solo rispetto all’ampiezza familiare, ma anche per tipo di famiglia, zona di residenza, numero ed età dei componenti.  

 

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18/04/2009

8 per mille: una risorsa utilizzata male da recuperare per la ricostruzione in Abruzzo (a differenza del 5 per mille)

Nota pubblicata da www.nens.it

L'otto per mille statale nasce con l'art. 47, comma 2 della legge 20 maggio 1985, n. 222, recante "Disposizioni sugli enti ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi", che ha stabilito che a decorrere dal 1990 una quota pari all'otto per mille del gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (ex IRPEF, ora IRE), liquidata dagli uffici sulla base delle dichiarazioni annuali, venga destinata, in parte, a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale e, in parte, a scopi di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica. La scelta relativa all'effettiva destinazione viene effettuata dai contribuenti all'atto della presentazione della dichiarazione annuale dei redditi; in caso di scelte non espresse dai contribuenti, la destinazione viene stabilita in proporzione alle scelte espresse (articolo 47, terzo comma). Successivamente altre disposizioni legislative hanno introdotto la possibilità di destinare l'otto per mille anche a favore di altre confessioni religiose.

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10/04/2009

Crisi economica. La politica del governo. Le proposte del PD

crisi - borsa.jpgIn allegato trovate una presentazione sintetica sulla crisi economica, la politica del governo e le proposte del Partito Democratico. La presentazione è stata pubblicata anche sui siti di Nens - Nuova Economia Nuova società e del Gruppo parlamentare del Partito Democratico.

Leggi la presentazione: CRISI FINANZIARIA - presentazione 2009-04-07.pdf

05/04/2009

Il saccheggio dei fondi FAS e la finzione dei fondi anti-crisi

di Antonio Misiani - pubblicato sul sito www.nens.it

1. Il Fondo Aree Sottoutilizzate 2007-2013

Il “Fondo Aree Sottoutilizzate” (FAS), istituito con la legge 289/2002 (finanziaria 2003) e modificato con la legge 296/2006 (finanziaria 2007), è lo strumento di finanziamento - con risorse aggiuntive nazionali - delle politiche di sviluppo per le aree sottoutilizzate del Paese. In tali aree queste risorse si aggiungono a quelle ordinarie e a quelle comunitarie e nazionali di cofinanziamento. A tal fine l'art. 1, comma 863 della finanziaria 2007 ha previsto una dotazione finanziaria del fondo con riferimento al settennio 2007-2013 pari a 64,4 miliardi di euro.

L'articolo 2, comma 537 della legge 244/2007 (finanziaria 2008) ha rimodulato l'ammontare delle risorse FAS stanziate dalla finanziaria precedente, fissando gli importi annuali:

Leggi tutto il documento: NENS Il saccheggio dei fondi FAS.doc